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 L'Induismo

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Demian
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MessaggioOggetto: L'Induismo   Dom Lug 20, 2008 6:02 pm

Induismo

L'Induismo è la più antica delle principali religioni del mondo e, con più di 900 milioni di fedeli, è attualmente la terza più diffusa, dopo il Cristianesimo e l'Islam. Dare una definizione unitaria dell'Induismo è difficile, poiché esso – più che una religione in senso stretto – si può considerare una serie di correnti devozionali e/o metafisiche e/o filosofico-speculative eterogenee, aventi sì un comune nucleo di valori e credenze, ma differenti tra loro a seconda del modo in cui interpretano la tradizione, e a seconda di quale aspetto diviene oggetto di focalizzazione per le singole correnti.

La tradizione induista
Dare una definizione veritiera di induismo sembra un'impresa azzardata, tanto il concetto è complesso e multiforme. È dunque preferibile passare in rassegna l'induismo attraverso le sue idee e le sue pratiche. L'induismo esiste attualmente su due piani differenti, il primo basato puramente sulla fede e il secondo basato sulla filosofia, anche se spesso i due piani si incrociano.

- Il piano filosofico:
Si contano tradizionalmente sei antiche astika o scuole di filosofia ortodosse (ortodosse perché accettano l'autorità dei Veda), dette Darshana o Shad Dharshana (le Sei Darshana): Nyaya, Vaisheshika, Samkhya, Yoga, Purva Mimamsa (o semplicemente Mimamsa) e Uttara Mimamsa (o Vedānta). Le nastika, o scuole non ortodosse, che non sono qui trattate, sono il giainismo, il buddismo, il chârvâka, e l'ateismo antico classico dell'India che confuta l'esistenza dell'anima o Ātman.

- Il piano della fede:
Contrariamente all'opinione popolare, il vero induismo non è né politeista né monoteista, ma è propriamente una religione enoteista. Le diverse divinità e avatar adorati dagli indù sono considerati come diverse forme dell'Uno, il Dio Supremo, o Brahman, che adotta per rendersi accessibile all'uomo ( attenzione a non confondere Brahman, l'Essere Supremo e fonte ultima di ogni energia divina, con Brahma, il creatore del nostro universo particolare).
Il Brahmanesimo, che è la forma moderna della religione vedica si divide in rami, essi stessi divisi in varie correnti:

- il Visnuismo, o vaishnavismo, che si rapporta all'Uno in quanto Viṣṇu, o tramite uno dei suoi avatar. I libri sacri sono il Bhāgavata-Purāna spesso chiamato Shrīmad-bhāghavatam, e la Bhagavad-Gītā.
- lo Shivaismo, o shaivismo, che si rifà principalmente al culto di Shiva, divinità pre-vedica adorata inizialmente con il nome di Rudra, a cui è dedicato lo Shiva Purana.
- il Tantrismo che si suddivide in due o tre filoni secondo le classificazioni e il cui scopo è la realizzazione della shakti, l'energia vitale spesso associata a una forma di Devī, la Dea madre dai molti nomi (Kali, Durga, ecc.)

Ciascuno di questi culti si pratica con i medesimi mezzi filosofici o di yoga, sono solo i loro metodi che differiscono. Questi culti non devono essere considerati come delle "chiese", perché non esiste alcun dogma, e perché le credenze individuali sono sempre rispettate. La maggior parte degli indù si considera non appartenente a nessuna "setta" in particolare. Ci sono altresì numerose organizzazioni riformatrici, come l'Arya Samaj ("Società degli Arya") che adottano il monoteismo e la fede nei Veda, ma respingono l'idolatria.

I Vaishnava, che costituiscono approssimativamente l'80% degli indù di oggi, adorano uno dei tre più recenti avatar - o incarnazioni terrestri - di Viṣṇu come divinità principale. Il settimo avatar di Viṣṇu è Rama, l'ottavo è Krishna, e il nono cambia secondo le fonti: è identificato con Buddha nella grande maggioranza delle scuole, ma anche, più raramente e meno seriamente, con Gesù Cristo. L'integrazione di Buddha nel pantheon indù è comparsa tardi, probabilmente nell'VIII secolo; questo procedimento - in fin dei conti abbastanza ardito - è l'espressione della controriforma brahmanica al Buddhismo, iniziata nel II secolo AC. Alcuni riconoscono tutti i personaggi menzionati come veri avatar, aumentando così il numero tradizionale di dieci avatar (incluso Kalki, che apparirà alla fine dell'era presente, il Kali Yuga) fino a 27.

La maggior parte degli indù restanti (il 20% del totale) sono Shivaiti; il resto si consacra a Shakti, o Ishvari, una delle cui forme è la dea Kali, una divinità benefica e terrifica al tempo stesso. Tuttavia, solitamente, il credente induista possiede nella propria dimora le rappresentazioni (murti) di molte di queste (ed altre) forme di Dio (Īśvara).


Storia dell'Induismo
Le origini storiche sono difficilmente databili, antichissime, e non mancano studiosi - archeologi e antropologi in particolare - i quali datano tracce della civiltà dell'Indo a prima del 6000 a.C. (una datazione che altri specialisti considerano acritica, postulando una sostanziale omogenia fra induismo e civiltà vallinde). Secondo questa versione, la civiltà indica arcaica e le diverse popolazioni che abitavano l'India dell'epoca, seguivano vari culti che nel tempo si sarebbero amalgamati, evolvendosi nelle forme vediche e agamiche delle pratiche religiose indù. E' bene sottolineare che gli studiosi hanno applicato diversi parametri per suddividere l'evoluzione dell'induismo nelle varie epoche storiche (per esempio, in base ai testi di riferimento o al rituale, e così via).

Riportiamo alcune ipotesi:



PRIMA IPOTESI

Secondo alcuni la storia dell'Induismo più antico viene suddivisa in due fasi:


- la fase vedica (ca. 1500 - 900 a.C.), caratterizzata dalla pratica dei sacrifici e dal culto di un numero molto elevato di divinità - tra cui spiccano il potente Indra e il dio del fuoco Agni,

- la fase post-vedica o brahmanica (ca. 900 - 400 a.C.), in cui sia il sacrificio, sia molte delle divinità vediche perdono importanza, e compare il dio creatore Prajapati (identificato con il brahman, l'assoluto).


SECONDA IPOTESI

Una seconda possibile suddivisione potrebbe essere proposta in quattro periodi:


- Il primo è detto vedico, dai Veda («vera o sacra conoscenza»), suddivisi in quattro raccolte (Rig Veda, Sama Veda, Yajur Veda, Atharva Veda)(Veda degli inni, Veda delle melodie, Veda delle formule sacrificali, Veda delle formule magiche); testi sacri redatti in un periodo approssimativo compreso fra il 3000 e il 400 a.C. e canonizzati come increati ed eterni, auto-rivelazione dell'energia divina Brahman.
Il periodo vedico si suddivide a sua volta in: età dei Samhita («raccolta degli inni»), dei Brahmana (composizioni sacerdotali di ritualistica) e delle Upanishad (parte speculativa-filosofica).
E' opinione comune che il Rig Veda sia il più antico fra i testi vedici, dimostrata dal fatto che nelle altre raccolte vi sono porzioni più o meno ampie dei suoi 1.028 inni di preghiera con piccole addizioni e lievi alterazioni.

- Il secondo periodo, durante la dinastia dell'impero Maurya (c. 560-200 a.C.), è l'età dei Sutra, o Kalpa Sutra, all'interno del quale si inseriscono i Vedanta (sei trattati supplementari ai Veda per la corretta celebrazione del rituale, in cui si trattano la corretta pronuncia, la metrica, l'etimologia, la grammatica, l'astronomia e le norme per la cerimonia).

- Il terzo periodo, risalente al 200 a.C -300 d.C . - fino alla fine della dinastia Gupta -, è quello Itihasa («Così invero fù», o poemi di carattere popolare leggendario, fra cui il Ramayana.

- Il quarto periodo, a partire dal 300-650 d C., è l'epoca dei Purana (raccolte di storie dei tempi antichi, che tradizionalmente trattano cinque argomenti: creazione dell'universo; sua distruzione e ricreazione; genealogia degli dei; regni e varie epoche del mondo; storia delle grandi dinastie solare e lunare, degli Agama («ciò che è stato tramandato»; testi che contengono ínsegnamenti tradizionali non-vedici della tradizione Saiva) e dei Tantra («fili intessuti su un telaio»; termine riferito a vari testi di carattere sia religioso sia laico, di tradizione sia hindu sia jaina e buddhista,religioni nate in India verso il 500 a.C.).



TERZA IPOTESI

- Il Periodo Vedico che approssimativamente inizia nel 2500 a.C. e dura fino al 600 a.C., il tempo corrispondente alla nascita dei Buddha. E' l'epoca delle grandi scritture hindu, la Shruti, ciò che è stato udito dagli rshi, i veggenti, i quali hanno tramandato la loro visione interiore del Reale.
E' il Dharshan la visione-Rivelazione induista che si ritrova messa in parole nei testi Veda.
Nei Veda troviamo esperienze diversificate che, con i nostri termini, potremmo chiamare, politeismo, panteismo, monismo.
- Il Secondo periodo è quello epico che intercorre tra il 600 a.C. e il 200 d. C.. I costumi sociali, le pratiche religiose e la legislazione assumono una struttura che diventa la base della società hindu. I due grandi poemi epici, il Mahabharata e il Ramayana, costituiscono un intreccio di storia, mitologia e pensiero religioso-filosofico. Anche la Bhagavadgita, che è stata definita il testo "evangelico" dell'induismo, risale a quest'epoca. Emergono le dottrine destinate a trasformarsi in grandi sistemi filosofici ortodossi ed eterodossi, come il buddhismo e lo jainismo. In questi secoli il pensiero hindu raggiunge i massirni livelli di creatività e di apertura mentale alle diverse interpretazioni dei reale. Radhakrishnan, filosofo e presidente dell'India (negli anni sessanta), ha scritto che mai come in quest'epoca si sono intrecciati magia e scienza, scetticismo e fede, lìcenziosità ed ascesi. Eppure attraverso questi contrasti la ricerca della verità ha potuto proseguire ed aprirsi a nuovi sviluppi.
Questo periodo è caratterizzato anche dai Sutra. Il termine significa "aforisma" (massima, sentenza), il "filo" che lega le diverse cose tra loro. I Sutra sono composizioni scritte dalle scuole sacerdotali in stile aforistico tra il 200 a.C. circa e il 300 d.C. Vengono pure redatti alcuni tra i Purana più rilevanti, che contengono miti, leggende, dottrine filosofiche prodotte in forma popolare e divulgative e riti.Ciò che colpisce il lettore di questi libri e della religione che essi descrivono è il rapporto tra il sacrificio rituale e l'ordine cosmico:il sacrificio vedico è il centro e ombelico del mondo, da esso dipende il rinnovamento dell'universo e vi sono coinvolti cielo e terra, gli dei e gli uomini. L'accento è posto sull'azione sacra , che è sacrificale e liturgica. Ai Veda succedono le Upanishad, termine che significa "sedere più vicino" al guru (maestro). Chi si siede vicino è il discepolo. L'uno ha scelto l'altro e la scelta è reciproca. Quel rapporto aiuta ad esplicitare l'esperienza della ricerca dell'ASSOLUTO, che spesso è l'esperienza dell'identità dell'anima col divino.Nelle Upanishad l'accento è posto sulla contemplazione, l'interiorità, la speculazione, l'intuizione mistica.
- Il Terzo periodo è contraddistinto dai sistemì filosofici, i Darshana (=punti di vista) che, come appare dall'etimologia, sono una visione prospettica del mondo. La scuola più nota è quella dello Yoga (aggiogamento).Questo segmento di storia va dal 300 al 700 dell'era cristiana. L'antico filone upanishadico non è smentito, ma si arricchisce. In occidente si parla di sistemi,tuttavia va ricordato che essi non sono mai pura speculazione filosofica, ma sono teologia, spiritualità, cammino esistenziale di salvezza.
- Il Quarto periodo va dal 700 al 1400 e comprende le grandi costruzioni filosofiche e scuole di vita iniziate o sviluppate da maestri come Shankara, Ramannja, Mariliva e Nimbarka.
L'India del sud si distingue per il misticismo della bhakti, la devozione amorosa. I movimenti devozionisti nascono sullo sfondo delle divisioni delle varie Dharshana: Shivaismo, vishnuismo, shaktismo e tantrismo assumono forme varie e danno connotazioni distintive alle grandi correnti religiose.
- Dal 1400 al 1750 sorgono vasti commentari a carattere popolare. La religiosità popolare diventa il substrato che caratterizza tutto il mondo hindu nei suoi diversi aspetti. Comunicazione, interazione, compartecipazione della natura e senso gerarchico dei reale sembrano essere due note fondamentali dell'induismo popolare di quest'epoca, che sussiste anche oggi.
- A partire dal 1750 sorgono movimenti religiosi di riforma, sotto la spinta e l'influsso dell'occidente. Il rinnovamento è religioso, sociale e politico. Vanno ricordati il Brahmoo Samaj, l'Arya Samaj, Ramakrishna, Vivekananda, Rabindranath Tagore, Mahatma Gandhì, Shri Aurobindo, Ramana Maharshi (Meditazione Trascendentale).


Fonte: www.wikipedia.org
http://spazioinwind.libero.it/popoli_antichi/Religioni/Induismo/storia.html
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